Il matrimonio

Il matrimonio è l'unine legittima, fisica e morale di due persone di sesso diverso. Nelle società moderne il matrimonio è alla base di un rapporto di uguaglianza morale e giuridica tra i coniugi. Dal rapporto matrimonale derivano specifici obblighi e diritti riconosciuti dalla legge. Dal punto di vista giuridico in Italia il matrimonio è monogamico ( due persone ) ed eterosessuale ( persone di sesso diverso ). Possono contrarre matrimonio due persone maggiorenni o minorenni purché autorizzati dal tribunale. Può essere celebrato dinnanzi a un ufficiale di stato civile ( matrimonio civile ) oppure davanti a un ministro del culto cattolico con rito concordatario ( matrimonio concordatario ).

  • Matrimonio civile. Il matrimonio civile viene celebrato davanti a un ufficiale di stato civile.
  • Matrimonio concordatario. Il matrimonio concordatario viene celebrato davanti a un ministro di culto cattolco secondo le regole del matrimonio canonico trascritto con cui lo Stato, in determinate condizioni, riconosce gli effetti civili anche al matrimonio canonico.

Entrambi i riti producono i medesimi effetti dal punto di vista giuridico ma si differenziano su alcuni aspetti, in particolar modo sulle competenze in caso di annullamento del matrimonio. L'annullamento del matrimonio civile può essere richiesta al tribunale civile, mentre quello concordatario al giudice ecclessiastico. Il matrimonio è preceduto dalle pubblicazioni mediante le quali i futuri sposi dichiarano pubblicamente la loro intenzione di contrarre il matrimonio. Il matrimonio concordatario è conosciuto anche come matrimonio religioso. E' opportuno specificare che soltanto i riti dei matrimoni religiosi espressamente ammessi dal legislatore ( es. matrimonio concordatario, matrimonio acattolico, ecc. ) producono effetti civili. Il matrimonio concordatario è disciplinato sia dal codice civile e sia dal codice canonico ( Patti Lateranensi ). I riti religiosi non ammessi non sono trascritti e non producono effetti civili. La legge prevede anche la presenza dei testimoni degli sposi. L'unione matrimoniale è fin dall'antichità alla base delle società, di cui ne costituisce un pilastro fondamentale, e nel corso dei secoli ha trovato forme e regolamentazioni differenti a seconda della cultura e della religione. Generalmente è un patto sociale nato per garantire la prole e la madre ( mater ) e la famiglia, stipulato tra un uomo e una donna ( matrimonio monogamico ). In alcune società e periodi storici si sono, comunque, affermate anche forme di matrimonio diverse come, ad esempio, il matrimonio poligamico, il matrimonio poliandrico, ecc. Il caso del matrimonio omosessuale è uno degli argomenti oggetto di dibattito politico dell'età contemporanea. Pur non potendo inquadrarsi come matrimonio in senso stretto, non essendo sempre possibile la procreazione biologica, il legislatore sta ricercando una formula in grado di garantire anche alle coppie e alle famiglie omosessuali i medesimi diritti ed effetti civili del matrimonio.

Il matrimonio civile

Il matrimonio civile viene celebrato con rito civile al comune da un ufficiale di stato civile. Il matrimonio può essere celebrato nel comune italiano di residenza di uno dei due coniugi o, in alternativa, presso un altro comune italiano chiedendo il consenso al proprio comune di residenza. Secondo il codice civile italiano e il diritto difamiglia possono contrarre matrimonio le persone in possesso dei seguenti requisiti:

  • Maggiore età. Possono contrarre matrimonio le persone che abbiano compiuto 18 anni. Nel caso dei minori che abbiano compiuto 16 anni può essere richiesta al tribunale l'autorizzazione al matrimonio.
  • Sanità mentale. Possono contrarre matrimonio le persone con capacità di intendere e di volere.
  • Libertà di stato. Non possono contrarre matrimonio le persone già legate ad altra persona da matrimonio civile o con effetti civili.
  • Assenza vincolo di parentela. Per celebrare il matrimonio tra gli sposi non deve sussistere un rapporto di parentela.

Per sposarsi con rito civile è necessario che i futuri sposi si presentino presso l'Ufficio di Stato Civile del comune italiano ove desiderano sposarsi per presentare una dichiarazione dell'intenzione a sposarsi, per richiedere le pubblicazioni del matrimonio e per prenotare una data delle nozze. Le pubblicazioni sono affisse nella casa comunale per otto giorni. Al termine delle pubblicazioni i futuri sposi possono ritirare il certificato di nullaosta al matrimonio da presentare all'ufficio di stato civile. Il matrimonio civile deve essere celebrato entro 180 giorni dal termine delle pubblicazioni. La cerimonia di matrimonio con rito civile dura in media venti minuti e consiste nella lettura degli articoli del codice civile sui diritti e doveri del matrimonio da parte dell'ufficiale di Stato Civile o del sindaco, lo scambio degli anelli tra gli sposi e la firma del registro da parte degli sposi e dei testimoni degli sposi.

Il matrimonio religioso

Il matrimonio religioso è un matrimonio celebrato con rito religioso. Il matrimonio religioso viene celebrato in chiesa davanti a un ministro di culto ( sacerdote ). Il matrimonio religioso cattolico ( matrimonio canonico ) è riconosciuto dalla Chiesa Cattolica ed è regolamentato dal diritto canonico che ne disciplina anche i diritti e gli obblighi dei nubendi. E' opportuno sottolineare che non sempre un matrimonio religioso produce effetti civili per gli sposi al pari di un matrimonio civile. Il matrimonio religioso può produrre effetti civili soltanto se rientra tra i riti religiosi ammessi dal legislatore italiani e se viene trascritto negli atti dello stato civile ( trascrizione ). Un esempio di matrimonio religioso con effetti civili è il matrimonio concordatario, il quale si basa sul Concordato tra la Chiesa Cattolica di Roma e lo Stato italiano. Per far riconoscere il matrimonio cattolico anche dallo Stato è necessaria la trascrizione dello stesso negli atti dello stato civile. In generale i matrimoni religiosi producono effettivi civili se sono trascritti. Viceversa, i matrimoni religiosi non trascritti, pur avendo valore religioso, non producono nessun effetto civile. Ad esempio, i figli nati in un matrimonio religioso non trascritto ( es. matrimonio canonico ) sono considerati figli naturali. Viceversa, i figli nati in un matrimonio religioso trascritto ( es. matrimonio concordatario, matrimonio acattolico) sono considerati figli legittimi. Possono produrre effetti civili anche riti religiosi diversi da quello cattolico ( matrimonio acattolico ) purché siano ammessi dal legislatore e trascritti.

L'annullamento del matrimoni civile

L'annullamento del matrimonio civile può essere richiesto nel caso in cui si presentino delle condizioni di nullità ossia quando il matrimonio sia stato contratto in violazione dei requisiti necessari di legge. Si tratta di casi eccezionali. Qui di seguito elenchiamo i principali casi di annullamento del matrimonio civile. Per ogni caso viene sintetizzata soltanto la fattispecie generale rimandando ogni ulteriore approfondimento al singolo caso.

  • Errore di identità. La presenza di condizioni di errore consentono di far impugnare il matrimonio in determinate condizioni previste dalla legge. Il principale caso consiste nell'errore sull'identità o sulle qualità personali dell'altro coniuge.
  • Età degli sposi. Quando uno dei due sposi contrae matrimonio in età minore di 18 anni senza l'autorizzazione del tribunale dei minorenni.
  • Libertà di stato civile. Quando uno dei due sposi è sposato oppure è ancora vincolato agli effetti civili di un precedente matrimonio ( es. separato ) al momento della celebrazione del matrimonio.
  • Mancanza di volontà. Quando uno dei due sposi contrae matrimonio contro la propria volontà in una condizione di violenza fisica o morale o di grave timore derivante da cause esterne.
  • Vincoli di parentela o affinità. Quando i due sposi siano legati da un vincolo di parentela, di affinità o di adozione che nemmeno il tribunale potrebbe rimuovere o autorizzare.
  • Sanità mentale. Quando uno dei due sposi contrae matrimonio in una condizione, anche temporanea, di interdizione per infermità di mente o di incapacità di intendere e di volere.
  • Simulazione di matrimonio. Il matrimonio può essere annullato se rientra nella fattispecie del matrimonio simulato che si verifica quando gli sposi hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti che discendono dal vincolo matrimoniale. Il matrimonio simulato può essere impugnato da ciascuno dei due coniugi entro un anno dalla celebrazione se gli sposi contraenti non hanno effettivamente convissuto come coniugi.

La separazione giudiziale

La separazione giudiziale è un procedimento legale per richiedere una sentenza di separazione al tribunale. E' uno dei due modi per ottenere la separazione legale di matrimonio. Si può ricorre alla separazione giudiziale quando i due coniugi non riescono a trovare un accordo sulla separazione consensuale. L'istanza di separazione giudiziale può essere chiesta anche da uno solo dei due coniugi. Secondo la legge italiana la separazione giudiziale può essere richiesta in caso di violazioni degli obblighi familiari da parte di uno dei due coniugi o nei casi in cui non sia ormai più sostenibile la prosecuzione del rapporto matrimoniale. Nel procedimento di separazione giudiziale i coniugi devono comparire dinnanzi al presidente del Tribunale che, una volta preso atto della situazione particolare, decide i provvedimenti urgenti a tutela dei figli e/o del coniuge più debole e disciplina mediante una sentenza i rapporti tra i due coniugi separati e la divisione del patrimonio. Nel caso in cui i due coniugi trovino successivamente un accordo consensuale possono trasformare il procedimento in separazione consensuale. Nel corso del procedimento di separazione giudiziale è anche possibile richiedere al tribunale l'eventuale addebito della separazione qualora sia possibile accertare la responsabilità della cessazione del rapporto matrimoniale a uno dei due coniugi. Ad esempio, l'abbandono del tetto coniugale, la mancanza di cura dei figli, la violazione dell'obbligo di fedeltà, ecc. L'eventuale addebito di separazione modifica i diritti del coniuge che ha violato i doveri coniugali in merito ai diritti di successione e all'assegno di mantenimento. Con la sentenza di separazione giudiziale i due coniugi assumono lo status di separato. Questo status non elimina quello di coniuge ma ne limita alcuni obblighi fondamentali come l'obbligo di convivenza, di fedeltà, di comunione dei beni, ecc. In alcuni casi il giudice può anche emettere una sentenza non definitiva di separazione mediante la quale sentenzia immediatamente la separazione dei due coniugi, lasciando però aperte le altre questioni ancora da trattare e da regolare.